Il dente sembra perfettamente sano. Non vedi buchi, non noti macchie particolari e magari non senti nemmeno dolore.
Poi, durante una visita, il dentista ti dice: “C’è una carie tra i denti.”
Com’è possibile?
La carie tra i denti, chiamata anche carie interdentale o carie interprossimale, può svilupparsi proprio in una delle zone più difficili da controllare da soli: lo spazio di contatto tra un dente e quello vicino.
Ed è questo il problema: può crescere per diverso tempo senza essere chiaramente visibile.
Scoprirla presto permette spesso di intervenire quando il danno è ancora limitato, preservando una maggiore quantità di dente sano.
La carie interdentale è una lesione cariosa che si sviluppa sulle superfici laterali di due denti vicini, nella zona in cui entrano in contatto.
È un punto particolare della bocca perché lo spazzolino, da solo, può avere difficoltà a raggiungerlo correttamente.
Se in questa zona rimangono placca e residui e si creano nel tempo condizioni favorevoli alla carie, lo smalto può progressivamente perdere minerali e danneggiarsi.
All'inizio il processo può essere molto piccolo.
Il problema è che, essendo nascosto tra dente e dente, non sempre è possibile accorgersene guardandosi semplicemente allo specchio.
Quando immaginiamo una carie pensiamo spesso a un punto scuro o a un vero e proprio “buco” nel dente.
Una carie non visibile, invece, può svilupparsi su una superficie che dall'esterno riusciamo a vedere molto poco.
Inoltre, nelle prime fasi la carie può non provocare alcun sintomo.
Questo significa che un dente può apparentemente stare bene mentre, nella zona di contatto con il dente vicino, è già iniziato un processo carioso.
Per questo l'assenza di dolore non significa necessariamente assenza di problemi.
Ed è anche uno dei motivi per cui i controlli periodici hanno valore: permettono di cercare un problema prima che sia il dolore a segnalarlo.
Non tutte le carie tra i denti danno segnali evidenti.
Quando compaiono, però, alcuni sintomi meritano una valutazione.
Per esempio:
Attenzione però: nessuno di questi segnali permette, da solo, di dire che esiste una carie.
Un filo che si rompe, ad esempio, può dipendere anche dalla forma del punto di contatto, dalla presenza di tartaro o da una ricostruzione non perfettamente liscia.
Se il problema si ripete sempre nello stesso punto, vale comunque la pena farlo controllare.
E soprattutto non conviene aspettare che compaia dolore.
Lo spazzolino è fondamentale, ma le sue setole non riescono sempre a pulire bene gli spazi più stretti tra un dente e l'altro.
È qui che entra in gioco la pulizia interdentale.
Filo interdentale e scovolini, utilizzati correttamente e in base agli spazi presenti nella propria bocca, aiutano a rimuovere placca e residui dalle superfici che lo spazzolino raggiunge con maggiore difficoltà.
Non significa che utilizzare il filo renda impossibile sviluppare una carie.
Significa però intervenire quotidianamente proprio in una delle zone nelle quali la placca può rimanere più facilmente indisturbata.
La tecnica conta.
Passare velocemente il filo avanti e indietro non equivale a pulire correttamente la superficie del dente. Durante una seduta di igiene professionale è possibile imparare quale strumento utilizzare e, soprattutto, come usarlo nel modo corretto nella propria bocca.
La diagnosi della carie dentale non consiste semplicemente nel cercare un buco.
Durante il controllo il dentista valuta i denti, le superfici accessibili, eventuali alterazioni e la situazione complessiva della bocca.
Quando necessario, la valutazione clinica può essere integrata con esami radiografici.
In particolare, alcune radiografie permettono di osservare le superfici di contatto tra denti vicini, zone che possono essere difficili da valutare direttamente.
Questo non significa che una radiografia sia necessaria a ogni visita o per ogni paziente.
La scelta dipende dalla situazione clinica, dal rischio individuale, dai controlli precedenti e da ciò che il dentista ritiene necessario approfondire.
L'obiettivo non è fare più esami.
È avere le informazioni necessarie per fare una diagnosi precisa.
Una carie non rimane necessariamente delle stesse dimensioni.
Se il processo continua, può attraversare progressivamente gli strati del dente e diventare più profondo.
A quel punto possono comparire sensibilità e dolore e il trattamento necessario può diventare più complesso.
È proprio questo il motivo per cui una carie tra dente e dente scoperta precocemente è una situazione molto diversa da una carie lasciata avanzare per molto tempo.
Quando una lesione è ancora nelle sue primissime fasi, il dentista può valutare strategie preventive e di controllo in base al singolo caso.
Quando invece si è già formata una cavità, può essere necessario rimuovere il tessuto compromesso e ricostruire il dente.
Solo nelle situazioni in cui una carie diventa molto profonda e arriva a compromettere la parte interna del dente può rendersi necessario un trattamento endodontico, cioè la devitalizzazione.
Ma quello è uno scenario che vogliamo possibilmente evitare.
L'obiettivo è intercettare il problema molto prima.
Non esiste un unico trattamento valido per tutte le carie interdentali.
La scelta dipende dalla profondità della lesione, dalla presenza o meno di una cavità, dal rischio di progressione e dalle condizioni del singolo dente.
In alcune lesioni molto iniziali possono essere indicate misure preventive, controllo dell'igiene, utilizzo del fluoro e monitoraggio.
Quando invece il tessuto dentale è già compromesso e deve essere rimosso, si procede generalmente con un trattamento conservativo e con la ricostruzione della parte interessata.
La parola importante è proprio conservativo.
Prima viene individuato il problema, maggiori sono generalmente le possibilità di intervenire limitando l'estensione del trattamento e preservando il tessuto dentale sano.
Sì.
Ed è probabilmente la cosa più importante da ricordare sulle carie tra i denti.
Non tutte le carie sono visibili.
Non tutte fanno male.
E non tutte si scoprono perché il paziente si accorge che qualcosa non va.
Per questo aspettare il dolore non è una buona strategia di prevenzione.
Allo Studio Dentistico Martini, nelle sedi di Mezzocorona e Lavis, la diagnosi parte da una valutazione attenta della bocca e viene approfondita, quando necessario, con gli strumenti diagnostici indicati per il singolo caso.
Perché una piccola carie intercettata in tempo è molto diversa da una carie scoperta quando il dente ha già iniziato a fare male.
Hai un punto tra due denti che ti dà fastidio oppure è passato molto tempo dall'ultimo controllo?
Non serve aspettare che un problema diventi evidente per controllare che sia tutto a posto.
