Studio Dentistico Martini Mezzocorona e Lavis
Dott. Martini durante una prima visita per sensibilità

Denti sensibili: quali sono le cause?

Bevi un bicchiere d’acqua fredda e senti una fitta improvvisa a un dente.

Oppure mangi qualcosa di caldo, passi lo spazzolino in una zona precisa e avverti una sensazione intensa, breve ma fastidiosa.

Avere i denti sensibili è piuttosto comune, ma questo non significa che il problema debba essere ignorato.

In alcuni casi la sensibilità dentale è temporanea. In altri, invece, può essere il segnale di smalto consumato, gengive ritirate, una carie, una vecchia otturazione danneggiata o un altro problema che deve essere valutato.

La domanda da porsi, quindi, non è soltanto:

“Come posso far passare la sensibilità?”

La domanda più importante è:

“Perché il mio dente è diventato sensibile?”

Cosa significa avere denti sensibili

La sensibilità dentale si manifesta generalmente come una fitta breve e improvvisa provocata da uno stimolo esterno.

Può comparire quando:

  • bevi qualcosa di freddo
  • mangi cibi caldi
  • assumi alimenti dolci o acidi
  • lavi i denti
  • respiri aria fredda
  • tocchi una determinata zona del dente

La parte esterna della corona del dente è protetta dallo smalto. Sotto lo smalto si trova la dentina, un tessuto attraversato da minuscoli canali collegati alla parte più interna e sensibile del dente.

Quando la dentina rimane maggiormente esposta, gli stimoli termici, chimici o meccanici possono provocare la caratteristica fitta.

Non tutte le fitte, però, dipendono dalla stessa causa. Per questo un dentifricio per denti sensibili può alleviare il sintomo in alcuni casi, ma non può sostituire una diagnosi.

Perché i denti diventano sensibili al freddo o al caldo

I denti sensibili al freddo rappresentano una delle situazioni più frequenti.

Il fastidio può comparire con acqua fredda, gelati, bevande appena tolte dal frigorifero oppure semplicemente respirando con la bocca aperta durante l’inverno.

Anche la sensibilità al caldo merita attenzione, soprattutto quando:

  • interessa sempre lo stesso dente
  • continua anche dopo aver smesso di bere o mangiare
  • è diventata più intensa
  • compare senza uno stimolo evidente
  • è accompagnata da dolore durante la masticazione

La durata del dolore è un’informazione importante.

Una fitta molto breve, che scompare appena viene eliminato lo stimolo, può essere compatibile con un’ipersensibilità dentinale. Un dolore che persiste, pulsa o compare spontaneamente può invece richiedere una valutazione più approfondita della polpa dentale.

Denti sensibili: le cause più frequenti

1. Smalto dentale consumato

Lo smalto è il rivestimento protettivo del dente. Non contiene terminazioni nervose, ma quando diventa più sottile lascia la dentina meno protetta.

Lo smalto dentale consumato può essere collegato a diversi fattori, tra cui:

  • consumo frequente di alimenti o bevande acide
  • sfregamento eccessivo durante lo spazzolamento
  • digrignamento o serramento dei denti
  • usura progressiva nel tempo
  • reflusso gastroesofageo o frequente risalita di acidi gastrici

L’erosione dello smalto è irreversibile e può aumentare la sensibilità verso il caldo, il freddo e i sapori dolci.

Questo non significa che non sia possibile intervenire. Una volta individuata la causa, il dentista può valutare come proteggere le superfici interessate e limitare il peggioramento.

2. Gengive ritirate

Le gengive ritirate lasciano scoperta una parte della radice del dente.

La radice non è rivestita dallo stesso spessore di smalto presente sulla corona. Quando rimane esposta può quindi diventare particolarmente sensibile allo spazzolamento, al freddo e agli alimenti dolci o acidi.

La recessione gengivale può interessare un solo dente oppure più zone della bocca. Può essere favorita da:

  • spazzolamento troppo energico
  • infiammazione dei tessuti gengivali
  • caratteristiche anatomiche individuali
  • posizione non corretta di alcuni denti
  • traumi ripetuti sulla gengiva.

Le radici esposte sono più sensibili agli stimoli e possono essere anche maggiormente vulnerabili alla carie radicolare.

3. Spazzolamento troppo aggressivo

Lavare i denti con molta forza non significa pulirli meglio.

Una pressione eccessiva, soprattutto quando si utilizza uno spazzolino con setole dure o una tecnica poco corretta, può contribuire nel tempo all’abrasione delle superfici dentali e alla retrazione della gengiva.

Il problema si presenta spesso vicino al colletto del dente, cioè nella zona in cui il dente incontra la gengiva.

Puoi accorgertene perché:

                                • la fitta compare passando lo spazzolino in un punto preciso
                                • alcuni denti sembrano più lunghi
                                • vicino alla gengiva sono presenti piccoli solchi
                                • la sensibilità interessa soprattutto il lato esterno dei denti

In questi casi è utile correggere la tecnica di spazzolamento, ma è importante anche verificare quanto tessuto è stato coinvolto.

4. Carie iniziali o più profonde

Una carie può manifestarsi inizialmente con sensibilità al freddo, al caldo, ai dolci o durante lo spazzolamento.

Quando il processo carioso supera lo smalto e raggiunge la dentina, gli stimoli esterni vengono trasmessi più facilmente verso la parte interna del dente.

Non sempre una carie è immediatamente visibile allo specchio. Può svilupparsi:

  • tra due denti
  • sotto una vecchia otturazione
  • vicino al bordo gengivale
  • all’interno di solchi molto profondi
  • sulla superficie della radice

Aspettare che il dolore diventi forte non è una buona strategia. Individuare il problema in una fase iniziale può permettere un trattamento più semplice e conservativo.

5. Dente incrinato o vecchia otturazione usurata

Un dente può diventare sensibile anche in presenza di una piccola frattura o di un’otturazione che non aderisce più perfettamente.

In questi casi il fastidio può comparire con il caldo e il freddo, ma anche quando si mastica qualcosa di duro o si rilascia la pressione dopo aver morso.

Le fratture non sono sempre chiaramente visibili. Per individuarle possono essere necessari un esame clinico, test mirati ed eventuali radiografie.

Carie, denti fratturati, otturazioni usurate, smalto consumato e radici esposte rientrano tra le possibili cause riconosciute della sensibilità dentale.

6. Digrignamento o serramento dei denti

Stringere o digrignare i denti può consumare progressivamente lo smalto e sottoporre denti, otturazioni e articolazioni a carichi eccessivi.

Oltre alla sensibilità dentale, potresti notare:

  • denti apparentemente più corti o consumati
  • piccoli bordi scheggiati
  • tensione ai muscoli del viso
  • mal di testa al risveglio
  • fastidio alla mandibola
  • dolore durante la masticazione

Il digrignamento può contribuire sia all’usura dei denti sia all’irritazione della loro parte interna.

7. Sensibilità dopo un trattamento odontoiatrico

Alcuni trattamenti possono causare una sensibilità temporanea.

Può accadere, per esempio, dopo:

  • una seduta di igiene orale
  • la sostituzione di un’otturazione
  • uno sbiancamento dentale
  • alcuni trattamenti restaurativi
  • procedure che coinvolgono superfici già sensibili

Dopo lo sbiancamento, in particolare, può comparire una sensibilità transitoria verso il freddo o gli alimenti dolci.

Generalmente il fastidio si riduce progressivamente. Se persiste, aumenta oppure interessa un solo dente in modo intenso, è opportuno segnalarlo al dentista.

Quando la sensibilità dentale può essere temporanea

Una sensibilità lieve e transitoria può comparire dopo un trattamento recente o dopo l’esposizione occasionale a uno stimolo molto freddo.

Può essere utile osservare:

  • quanto dura la fitta
  • quali stimoli la provocano
  • se interessa uno o più denti
  • se il dolore sta diminuendo
  • se sono presenti altri sintomi

Il fatto che il fastidio sia sopportabile non permette però di stabilirne la causa.

Anche una carie iniziale, una recessione gengivale o una piccola frattura possono manifestarsi inizialmente con una semplice sensibilità.

Quando i denti sensibili non devono essere ignorati

È consigliabile programmare una visita quando la sensibilità:

  • compare frequentemente
  • interessa sempre lo stesso dente
  • sta diventando più intensa
  • dura a lungo dopo lo stimolo
  • compare anche senza mangiare o bere
  • provoca dolore durante la masticazione
  • è associata a gonfiore
  • ti sveglia durante la notte
  • ti impedisce di mangiare o bere normalmente
  • è accompagnata dalla rottura di un dente o di un’otturazione

Un dolore costante, un gonfiore della gengiva o del viso, la febbre e una forte sensibilità alla pressione possono essere associati a un’infezione e richiedono una valutazione tempestiva.

Cosa puoi fare a casa

In attesa della visita, alcune abitudini possono aiutare a non irritare ulteriormente la zona.

Utilizza uno spazzolino morbido

Spazzola i denti con movimenti controllati, senza esercitare una pressione eccessiva.

Evitare la zona sensibile non è una soluzione: la placca continuerebbe ad accumularsi. È invece importante pulirla con delicatezza e con una tecnica corretta.

Scegli un dentifricio specifico

Un dentifricio formulato per denti sensibili può contribuire a ridurre la trasmissione degli stimoli attraverso la dentina.

Il miglioramento non è sempre immediato e il prodotto deve essere utilizzato con costanza. Soprattutto, non deve diventare un modo per nascondere un sintomo senza conoscerne la causa.

Limita temporaneamente gli stimoli estremi

Finché la zona è irritata, può essere utile evitare:

  • bevande molto fredde o bollenti
  • cibi particolarmente acidi
  • consumo frequente di bibite zuccherate
  • alternanza immediata tra caldo e freddo

Non è necessario eliminare per sempre questi alimenti. L’obiettivo è evitare di provocare continuamente il sintomo prima della valutazione.

Non utilizzare rimedi aggressivi

Bicarbonato, limone, polveri abrasive e prodotti sbiancanti non controllati possono peggiorare l’usura delle superfici dentali.

Quando lo smalto è già assottigliato o la radice è esposta, aumentare l’abrasione può rendere la zona ancora più sensibile.

Perché non esiste un unico rimedio per i denti sensibili

Due persone possono avvertire una fitta molto simile, ma avere problemi completamente diversi.

In un caso potrebbe bastare modificare la tecnica di spazzolamento e utilizzare un prodotto desensibilizzante.

In un altro potrebbero essere necessari:

  • il trattamento di una carie
  • la sostituzione di un’otturazione
  • la protezione di una superficie dentale esposta
  • la gestione del digrignamento
  • una terapia dedicata alle gengive
  • un trattamento della parte interna del dente

Il rimedio corretto dipende quindi dalla causa, non soltanto dall’intensità del sintomo.

Come si valuta la sensibilità dentale allo Studio Dentistico Martini

Durante la visita, il primo passo è ascoltare con attenzione ciò che senti.

Può essere importante capire:

  • quando è comparsa la sensibilità
  • se è provocata dal caldo, dal freddo o dallo spazzolamento
  • quanto dura
  • se riguarda un punto preciso
  • se hai eseguito trattamenti recenti
  • se stringi o digrigni i denti

Successivamente vengono controllati denti, gengive, vecchie ricostruzioni e superfici esposte. Quando necessario, possono essere effettuati test di sensibilità ed esami radiografici mirati.

La valutazione serve a distinguere una sensibilità dentinale da problemi come carie, fratture, infiammazioni della polpa o alterazioni dei tessuti gengivali.

Non significa iniziare automaticamente un trattamento.

Significa capire che cosa sta succedendo e spiegarti con chiarezza quali possibilità esistono.

Per chi vive la visita con ansia o ha rimandato a lungo per paura, allo Studio Dentistico Martini dedichiamo particolare attenzione anche al modo in cui viene affrontato ogni passaggio.

Non serve essere coraggiosi. Serve sentirsi al sicuro.

Denti sensibili: meglio non aspettare che la fitta diventi dolore

La sensibilità dentale può essere temporanea, ma può anche rappresentare il primo segnale di un problema che merita attenzione.

Ignorarla o coprirla per mesi con prodotti desensibilizzanti non permette di capire che cosa la stia provocando.

Se la fitta compare spesso, peggiora o ti impedisce di mangiare e bere serenamente, una visita può aiutarti a individuare la causa e scegliere il trattamento più adatto.

Lo Studio Dentistico Martini ti aspetta nelle sedi di Mezzocorona e Lavis per una valutazione chiara, completa e rispettosa dei tuoi tempi.

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